Valerio Gaeti


L’amore per il legno e il midollino, per materiali vegetali e naturali, che conservano nelle loro fibre qualcosa della qualità “germinativa”, ha fatto si che l’autore fosse sempre attratto dalla particolare costituzione organica di questi materiali e ne divenisse sensibile interprete.
Gillo Dorfles

Le creazioni di Gaeti, costituiscono un esempio eccezionalmente appropriato, per il rilancio d’un artigianato autonomo che sia in sintonia con le tendenze dell’arte attuale e, al tempo stesso recuperi certe tecniche e certe valenze espressive di quello del passato.

Note biografiche
Valerio Gaeti, scultore di origini mantovane trasferitosi a Cantù frequenta l’Istituto d’ Arte seguendo l’insegnamento di Giuliano Vangi.
Termina gli studi artistici all’ Accademia delle Belle Arti a Milano con lo scultore Alik Cavaliere.
Un lavoro incessante lo ha portato in direzioni sempre più vicine ai processi creativi della natura.
Il midollino ad esempio è stato un materiale che gli ha permesso di superare certi meccanismi scultorei tradizionali e gli ha fatto conoscere modi alternativi del fare e del costruire.
L’amore per i boschi lo ha portato a raccogliere rami abbandonati, tronchi di robinia, li ha riuniti orinandoli per forma, lunghezza e stagionatura, li ha spellati, raschiati, dando loro una nuova vitalità e cercando di recuperare la vita che essi contenevano, unendoli al midollino e producendo delle sculture di rara freschezza.
Non strade comode e alla moda ma sentieri difficili, impervi, costellati di diramazioni sconosciute nelle quali si è incamminato da tempo con entusiasmo e passione.